Successione difficile

Salve. Ho letto gli articoli sul suo blog e avrei bisogno di chiarimenti. Nel dic 2013 è morto mio padre. Regime di separazione. Non c’è testamento e noi eredi, mia madre io e mio fratello, stiamo cercando un accordo per dividerci i beni intestati a mio padre.  Chiaro che la casa dove vive mia madre spetta a lei. Abbiamo pensato, d’accordo con la mamma, di dividere i restanti beni, a metà tra me e fratello. Poichè però mia madre ha espresso il desiderio di vivere con me nella casa che le spetta io dovrei versare a mio fratello che quota? Premesso che mia madre lo fa perchè non è in grado di badare a se stessa.  L’appartamento verrebbe diviso in modo da creare due unità indipendenti che mia madre vorrebbe intestare per intero a me, con usufrutto lei. Come posso valutare il valore del bene che riceverei e dare a mio fratello la sua quota? Tenendo conto dell’accudimento per mia madre, e sul quale lui è d’accordo? Gli altri beni sono: un altro piccolo appartamento, due box, una casa vacanza, e un pezzo di terreno, tutti intestati solo a mio padre. Mio fratello sostiene che utilizzando io la casa con mia madre usufruisco di un bene che ha un certo valore di mercato, per lui alto. Ma è così? Sarei disposta a cedere a lui alcuni beni per pareggiare il valore, ma come? Cosa dovrei fare? Di contro io adesso abito in un appartamento che é intestato a mia madre e che lei vorrebbe donare a me. Darebbe invece a mio fratello un altro appartamento ,intestato sempre a mia madre, in cui per ora abita mia nonna che ne possiede l’usufrutto. Come si può risolvere? Si possono sistemare in questa fase della successione anche i beni di mia madre per evitare problemi futuri? Conviene farlo adesso? O decidere solo dei beni di mio padre? Spero di essere stata chiara. Grazie

Francamente non sei stata chiara per nulla e le domande sono tante, troppe, per poterti rispondere: questo è un blog e credo tu abbia bisogno di una consulenza.

Tra l’altro tu stai facendo molta confusione tra la successione di tuo papà, che è una cosa, e i beni di tua mamma, che è un’altra cosa.

Per sapere il valore dell’immobile che andresti a ricavare dalla casa di tua mamma, la soluzione più semplice è senz’altro quella di rivolgersi ad un’agenzia immobiliare. Ovviamente io non posso sapere il valore di mercato di tali beni.

Quanto all’accudimento questo è un altro paio di maniche: bisogna vedere concretamente cosa farai tu e cosa tuo fratello, entrambi siete tenuti ad occuparvene, e soprattutto per quanto tempo si protrae tale accudimento.

Non so quanto convenga sistemare tutto ora: le donazioni, che vanno fatta tassativamente tramite notaio, tua mamma può sicuramente farle, anche se ne valuterei la convenienza economica. Forse converrebbe che tua madre ne disponga a mezzo testamento: in tal modo sistemerebbe subito le cose ma senza necessità di andare dal notaio. E’ una valutazione da fare concretamente. In ogni caso rammentate la collazione ereditaria ex art. 737 cod. civ..

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Possono cedere la loro quota?

Buongiorno avvocato, sono venuta a conoscenza del suo sito navigando su interne e cercando delle risposte. Vorrei pertanto sottoporLe un quesito per avere maggiori chiarimenti. Mio nonno è morto e come eredi sono rimasti la moglie, una figlia femmina un figlio maschio e io come nipote ( perchè mio padre anche lui  figlio del nonno morto è morto prima), come eredità divisibile abbiamo tre immobili di cui uno è usufruttuaria la nonna. la mia domanda è:  possono i due figli cedere le loro quote su questi immobili alla madre senza tener conto anche di me? a me non spetta nulla ? in attesa di un Suo riscontro cordialmente la saluto

Cedere è un termine troppo generico che in diritto vuol dire poco o nulla.

Bisogna vedere se intendono “cederla” mediante donazione o rinuncia dell’eredità.

Se intendono donare alla madre la loro quota, possono senz’altro farlo e tu non hai alcuna voce in capitolo in merito alla donazione.

Diverso è il caso della rinuncia all’eredità. In tal caso, dovranno rinunciare all’eredità sia loro che i loro discendenti ed in tal caso, la loro quota andrà ad accrescere quella dei coeredi.

Come vedi, per poter dire se lo possono fare o meno è bene chiarire cosa intendano fare.

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INPS, reversibilità e invalidità

Genti.ssimo avvocato, Sono un disabile con invalidità al 100% e indennità di accompagnamento. I miei genitori erano separati e la mia posizione risulta a carico di mia madre anche se ho iniziato da poco la convivenza con la mia compagna. L’anno scorso è venuto a mancare mio padre e sia mia madre che io abbiamo fatto richiesta della pensione di reversibilità. La reversibilità è stata concessa ad entrambi, in virtù del fatto che mio padre per accordi di separazione doveva dare un assegno di mantenimento a entrambi. L’inps tuttavia accredita questa pensione di reversibilità in modo “cumulato”. Tutte le quote vengono unite e al netto delle trattenute liquidate sul conto di mia madre in aggiunta alla sua pensione. E’ normale che l’inps liquidi la mia pensione di reversibilità sul conto di mia madre? La cosa ci crea molta confusione poiché non sappiamo qual’è la sua parte e qual’è la mia. Anche gli arretrati sono giunti cumulati sul suo conto. La mia pensione di invalidità e l’indennità di accompagnamento vengono liquidate direttamente sul mio conto corrente. Come mai la mia pensione di reversibilità viene liquidata  con la pensione di mia madre (ed è cumulata con i suoi redditi, un affitto ecc) sul suo conto? Abbiamo commesso qualche errore nella presentazione della domanda? 

Buonasera, dopo un’attenta lettura del suo blog non sono riuscito a capire una cosa in merito alla pensione di reversibilità,  le premetto:  sono un ragazzo di 24 anni iscritto all’università, non fuori corso, percepisco una pensione di reversibilità a causa della morte di mia madre, (padre risposato) affitto la mia seconda casa con contratti turistici non registrati poiché inferiori ai 30 giorni, per un guadagno complessivo di circa 9000 euro all’anno. Questo tipo di affitto può in qualche maniera intaccare la mia pensione? ad esempio riducendola o estirpandola completamente? La pensione ammonta a circa 13 000 l’anno. Grazie mille per l’attenzione, se mi potesse allegare un link di un documento o legge che ne parla le sarei molto grato, Le auguro buona serata, 

Pubblico queste due domande assieme poichè la risposta è la medesima.

Francamente non so rispondere alla vostre domande ma le pubblico ugualmente nella speranza che qualche lettore possa aiutarvi.

Queste sono domande da porre ad un commercialista, consulente del lavoro, un sindacato, un caf, … In qualità di avvocato io non mi occupo di queste cose, se non quando il diritto viene ingiustamente negato.

In bocca al lupo.

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Subentro a mia moglie per rappresentazione?

Mia suocera ha 92 anni e un consistente conto in banca. Mia moglie è morta da nove anni. In caso di eredità ne beneficeranno solo i miei figli o anche io? Grazie.

Solamente i tuoi figli.

Ai sensi dell’art. 467 cod. civ., infatti, “La rappresentazione fa subentrare i discendenti [legittimi e naturali] nel luogo e nel grado del loro ascendente, in tutti i casi in cui questi non può o non vuole accettare l’eredità o il legato. // Si ha rappresentazione nella successione testamentaria quando il testatore non ha provveduto per il caso in cui l’istituto non possa o non voglia accettare l’eredità o il legato, e sempre che non si tratti di legato di usufrutto o di altro diritto di natura personale.“.

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Ancora dubbi sulla successione tra figli e seconda moglie

Avvocato buonasera, la mia situazione e’ la seguente: mio papa’, divorziato, si e’ successivamente risposato con un’altra donna con la quale non ha avuto altri figli. La casa in cui vivono risulta essere intestata ad entrambi e gli stessi sono sposati in regime di comunione dei beni. La moglie di mio padre non ha figli ed entrambi i genitori sono deceduti. Un domani che mio padre dovesse venire a mancare prima della seconda moglie come verrebbe ripartita la casa? Aggiungo che io ho anche un fratello. Verrebbe quindi ripartita la sola quota di mio padre in parti uguali? (1/3, 1/3 e 1/3?) o tutto l’immobile? E successivamente, alla morte della seconda moglie di mio padre, l’eredita’ a chi spetterebbe visto che non ha ne’ figli ne’ genitori, ne’ fratelli/sorelle? Grazie mille per la risposta. Cordiali saluti

Come indicato nella mia scheda pratica che ti invito a leggere, in assenza di testamento, le quote saranno così divise:

  • quando al coniuge concorrono due o più figli
    • 1/3 coniuge (+ diritto di abitazione della casa coniugale ex art. 540, comma 2, cod. civ.) – 2/3 ai figli (art. 581 cod. civ.)

Come indicato, ai sensi del secondo comma dell’art. 540 cod. civ. “Al coniuge anche quando concorra con altri chiamati, sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni. Tali diritti gravano sulla porzione disponibile e, qualora questa non sia sufficiente, per il rimanente sulla quota di riserva del coniuge ed eventualmente sulla quota riservata ai figli.”.

Per quanto concerne la moglie di tuo papà, non è possibile rispondere in quanto la stessa potrebbe fare testamento a favore di chiunque, non avendo, da quello che scrivi, eredi legittimari.

In ogni caso, se la stessa non farà testamento, il suo patrimonio, ai sensi dell’art. 572 cod. civ. andrà a favore del parente più prossimo entro il sesto grado (“Se alcuno muore senza lasciare prole, né genitori, né altri ascendenti, né fratelli o sorelle o loro discendenti, la successione si apre a favore del parente o dei parenti prossimi, senza distinzione di linea. // La successione non ha luogo tra i parenti oltre il sesto grado.“).

Se non vi sono parenti entro il sesto grado, l’eredità si devolve allo Stato (art. 586 cod. civ. “In mancanza di altri successibili, l’eredità è devoluta allo Stato. L’acquisto si opera di diritto senza bisogno di accettazione e non può farsi luogo a rinuznia. // Lo Stato non risponde dei debiti ereditari e dei legati oltre il valore dei beni acquistati.“).

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Come nipote ho diritto alla legittima?

Spett.le avvocato vorrei porle un quesito su testamento olografo.Mio zio scapolo e senza figli muore lascia 5 fratelli di cui 2 deceduti e con due figli a carico(ogni deceduto aveva due figli),emette un testamento olografo dove nomina eredi di due appartamenti ed patrimonio  totale(specifica la localizzazione dei due appartamenti mentre per le altre proprietà recita come patrimonio totale),a due sole sorelle su 5 .Pertanto le sorelle diventano eredi in modo totale ,adesso visto che io e due mie sorelle siamo figli di una sorella deceduta prima dello zio scapolo che lascia l’eredità ,abbiamo qualche diritto di legittima? siamo praticamente i figli della sorella deceduta prima di lui  ma a cui non ha lasciato niente.Bene ho chiesto lumi ad un notaio e mi ha detto che io e le mie sorelle non abbiamo diritto a nulla in quanto essendo stato fatto un testamento ed essendo stato deciso a chi va l’eredità a noi non siamo legittimatari ,ma lo saremmo stati solo se lui non avesse fatto testamento.Pertanto le chiedo se tutto ciò corrisponde la vero la ringrazio

Il notaio ha ragione.

Come indicato chiaramente nella mia scheda pratica, ai sensi dell’art. 536 cod. civ. “Le persone a favore delle quali la legge riserva una quota di eredità o altri diritti nella successione sono: il coniuge, i figli [legittimi, i figli naturali], gli ascendenti [legittimi]. // Ai figli [legittimi] sono equiparati [i legittimati e] gli adottivi. // A favore dei discendenti [dei figli legittimi o naturali], i quali vengono alla successione in luogo di questi, la legge riserva gli stessi diritti che sono riservati ai figli [legittimi o naturali]“.

Nè consegue che fratelli, sorelle ed eventuali loro discendenti non hanno diritto ad alcuna quota di legittima e non possono impugnare il testamento per violazione della stessa, in quanto sono eredi legittimi ma non legittimari.

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Assegno di mantenimento e assegno una tantum

Egregio Avvocato, innanzitutto la ringrazio per il suo blog messo nella disponibilita’ delle persone per dei chiarimenti, io sono separato consensualmente dal XXX, al momento della sentenza rilasciavo come da accordi non molto di buon cuore, un assegno una tantum di 25.000 euro senza piu’ nulla a pretendere, piu’ un assegno mensile di 50 euro senza rivalutazione da pagare ogni sei mesi, in omologa e scritto per mantenimento, ma in sede legale al mio Avvocato dalla mia ex moglie e stato detto che era in caso di mio decesso per la reversibilita’ della pensione. Leggendo vari post purtroppo anche contradditori tra loro, la mia domanda e questa: avendo la mia ex percepito in sede di separazione consensuale un assegno una tantum, puo’ ancora chiedere il Tfr, e la pensione di reversibilita’ , alla data del divorzio? E cosa dovrei fare in caso di altre sue richieste? Ringraziandola della sua risposta e della sua disponibilita’ le porgo distinti saluti.

Purtroppo, la risposta non è così semplice.

L’accordo che avete fatto è un mix tra mantenimento (50€ al mese) e una tantum (assegno di 25.000€).

Francamente, la cosa andrebbe studiata attentamente alla luce del verbale di separazione (bisogna vedere come avete impostato la questione) e di sentenze giurisprudenziali su casi simili.

Se tu non versassi il mantenimento, tua moglie non avrebbe diritto al tfr e alla reversibilità (anche se ci sono altre valutazioni da fare in merito alla reversibilità), ma con l’accordo che avete raggiunto bisogna studiare la questione documenti alla mano.

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