Mia moglie deve mantenermi?

Alla cortese attenzione del responsabile dello studio. Buon giorno, ho una domanda da porle, piccola premessa: mi sono separato “consensualmente” da mia moglie a Giugno del 2012, dopo che Lei  mi aveva chiesto tramite il suo legale la separazione giudiziale. Il motivo della separazione è molto semplice, aveva un’amante e li ho scoperti insieme, grazie anche all’aiuto di un investigatore privato. La mia ex moglie è benestante, possiede 6 appartamenti, 2 negozi, 4 garage, tutti locati (il padre ha l’usufrutto) più 1/3 di tutte le proprietà della madre defunta. Io sono nulla tenente nel vero senso della parola, questa separazione mi ha messo praticamente in ginocchio e devo ringraziare i miei genitori e mia sorella con il marito che mi stanno aiutando a dare il mantenimento di 500 euro al mese per i miei due figli. Io lavoravo nell’azienda del padre (agenzia Immobiliare) che mi ha licenziato e che a tutt’oggi non mi ha ancora dato la liquidazione a me spettante per il 12 anni di lavoro svolto nella sua azienda tant’è che mi sono rivolto ai sindacati per risolvere la questione ma ancora non si vede un centesimo falso (pensi nell’ultimo anno di lavoro il mio ex suocero neanche mi pagava lo stipendio). Nel frattempo ho aperto un’agenzia immobiliare con annessa amministrazione di condomini, ma visti i tempi è molto dura andare avanti anche se mi do molto da fare. Pago 900 euro al mese di affitto per l’ufficio più le spese di gestione più il mantenimento (non ho saltato un mese, pagato in ritardo si ma mai saltato un mese), onestamente adesso mi trovo in forte difficoltà. La mia ex moglie ogni volta che mi telefona non fa altro che insultare me, la mia famiglia, minacciarmi e chi più ne ha più ne metta, sono arrivato al punto di registrare le sue telefonate. Per aprire l’ufficio ho preso un prestito d’onore tramite la confcommercio di 25.000 che sto pagando e mia sorella mi ha prestato dei soldi. Ora la domanda che volevo chiederle, possso chiedere io il mantenimento alla mia ex moglie ? Mi scusi per il disturbo.

Per chiedere la modifica delle condizioni di separazioni ci devono essere delle sostanziali modifiche economiche in capo ad uno dei coniugi.

Nel tuo caso, non è chiaro se è successo ciò o se le tue condizioni economiche sono rimaste pressochè invariate.

Detto ciò è pressochè impossibile rispondere a questo tipo di domande in sede di blog ma la risposta si può trovare solo nel contesto di una consulenza con un legale che studierà la situazione nel dettaglio, compreso il titolo che ha regolato la vostra separazione.

Rammenta che in caso di causa (le consulenze sono escluse) se il tuo reddito lo consente, potrai usufruire del beneficio del patrocinio a spese dello stato.

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Ho dei doveri verso la figlia del mio compagno?

Vivo da 5 anni con un uomo divorziato che ha una figlia maggiorenne che vive con i nonni nel paese nativo. La mamma esiste ma con dei problemi psicologici se non si cura. Vorrei se possibile sapere se ho doveri verso la figlia del mio compagno nel caso mancasse. Grazie

No, tu non hai alcun dovere giuridico, ma il tuo compagno sì che ha doveri verso la figlia.

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Successione tra figli di primo e secondo letto

salve gentile avvocato. ero sposato e con la prima moglie ho avuto due figli . ho divorziato e con la seconda moglie ne ho uno ad oggi. con la prima moglie avevamo due immobili . nella separazione si è convenuto che uno spettasse a lei ed uno a me. la casa che è spettata a me vorrei lasciarla ai miei due figli avuti con la prima moglie poichè è stata ultimata mentre ero in famiglia con loro quindi prima del divorzio.non vorrei farci rientrare la mia attuale moglie e il figlio da lei avuto.cosa devo fare?grazie mille anticipatamente.

Devi fare testamento indicando le tue volontà avendo però cura di non violare la quota di legittima che spetta alla tua attuale moglie e al figlio che hai avuto con lei.

Il testamento potrà anche essere olografo.

Per le quote ti rimando alla mia scheda pratica in materia di successione.

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Disposizioni testamentarie non gradite

Salve, una persona anziana, ma comunque al tempo nel pieno delle sue facoltà creò un testamento olografo presso il notaio. Non avendo discendenti, figli, marito, sorelle ne fratelli, ma solo cugini ( che rientrano nel 4° grado ) e decise di lasciare per iscritto l’eredità a un esterno ( non parente quindi ). I cugini ora possono impugnare il testamento ? Quale parte gli spetta ? Anche se inserito volutamente l’ esterno può essere tolto dalle ultime volontà in quanto non parente ? E se si, in che modo ?

Come detto decine di volte, ai sensi dell’art. 536 cod. civ., le persone a favore delle quali la legge riserva una quota di eredità (cd. quota legittima) o altri diritti nella successione sono: il coniuge, i figli legittimi, i figli naturali, gli ascendenti legittimi. Ai figli legittimi sono equiparati i legittimati e gli adottivi. A favore dei discendenti dei figli legittimi o naturali, i quali vengono alla successione in luogo di questi, la legge riserva gli stessi diritti che sono riservati ai figli legittimi o naturali.

Ne consegue che i cugini non hanno alcun diritto in tal senso e che la signora poteva ben disporre dei suoi beni come riteneva opportuno.

I cugini sono eredi legittimi ma non legittimari.

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Successione tra moglie, suocera e cognati

Buongiorno, la domanda che ho da porre riguarda mia cugina rimasta vedova, senza figli. Suo marito ha lasciato senza alcun testamento una casa intestata a lui, dove loro comunque non vivevano, e mia cugina non sà se potrà interamente ereditarla lei o una parte andrà alla suocera ancora vivente e i due fratelli del marito morto. Attendo una Sua gentile risposta e ringrazio in anticipo per la Sua grande disponibilità.  Cordiali Saluti.

Ai sensi dell’art. 565 cod. civ., nella successione legittima l’eredità si devolve al coniuge, ai discendenti legittimi e naturali (i figli. Ai figli legittimi e naturali sono equiparati, ai sensi dell’art. 567 cod. civ., i figli legittimati e adottati), agli ascendenti legittimi (es. i genitori), ai collaterali (es. i fratelli e le sorelle), agli altri parenti (es. zii e cugini) e allo Stato nell’ordine e secondo le regole stabilite nel presente titolo.

Ai sensi del secondo comma dell’art. 540 cod. civ. “Al coniuge anche quando concorra con altri chiamati, sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni. Tali diritti gravano sulla porzione disponibile e, qualora questa non sia sufficiente, per il rimanente sulla quota di riserva del coniuge ed eventualmente sulla quota riservata ai figli.”.

Come indicato nella mia scheda pratica, le quote saranno così divise:

  • quando non ci sono figli, ma solo coniuge, ascendenti, fratelli e/o sorelle
    • 2/3 coniuge (+ diritto di abitazione della casa coniugale) – 1/3 ascendenti e/o fratelli e/o sorelle (art. 582 cod. civ.)

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Ho dei debiti…

Salve,ho circa 320euro di bollete arretrate con Enel in una attività commerciale,le bollette venivano recapitate nel mio indirizzo di residenza invece che nell’indirizzo dell’attività commerciale;Dove vivo (cioè la mia residenza casa dei miei per intenderci)le bollette sono intestate a mio padre,vengo contattato da uno studio legale che dice che se non saldo entro venerdi i 320 euro non pagati nell’attività commerciale ,verranno addebbitati nella bolletta intestata a mio padre od eventualmente interromperranno il servizio a casa dei miei genitori dove io sono solo residente è l’intestatario delle bollette è mio padre. Lo studio legale continuava a riferirsi a questa CMOR,ma possono Farlo ???

Non lo so: tuo padre in qualche modo ha garantito i tuoi debiti? Era cointestatario dell’attività?

La soluzione migliore è quella di negoziare un pagamento rateale dei tuoi arretrati.

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Ancora dubbi sulla legittima

Egregio Avvocato, Le pongo il seguente quesito: Muore una persona che non ha figli, nè mogli, nè genitori in vita, nè fratelli in vita. Unico parente prossimo, il nipote, figlio del fratello (in questo preciso caso, mio padre). Premetto che non ho ancora visionato il testamento, ma, a quanto sembra,  il defunto ha lasciato tutti i suoi beni al secondo figlio di mio padre(mio fratellastro). La domanda è questa: Ha leso in qualche modo la legittima di mio padre? La ringrazio e resto a Sua disposizione per ogni eventuale chiarimento.

No.

Ai sensi dell’art. 536 cod. civ., le persone a favore delle quali la legge riserva una quota di eredità (cd. quota legittima) o altri diritti nella successione sono: il coniuge, i figli legittimi, i figli naturali, gli ascendenti legittimi. Ai figli legittimi sono equiparati i legittimati e gli adottivi. A favore dei discendenti dei figli legittimi o naturali, i quali vengono alla successione in luogo di questi, la legge riserva gli stessi diritti che sono riservati ai figli legittimi o naturali.

I fratelli sono eredi legittimi ma non legittimari.

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