Successione tra seconde nozze e figli di primo letto

Buonasera, mi scuso in anticipo se sarò un po’ lunga nell’esporre il problema, ma devo spiegare bene: convivo col mio compagno da circa un anno nell’appartamento di mia esclusiva proprietà. Lui è divorziato con 1 figlio ultramaggiorenne, io sono divorziata con un figlio ultramaggiorenne. Anche il mio compagno è proprietario al 100% di un appartamento che però, essendosi trasferito da me, ha lasciato in comodato d’uso a suo figlio. Stiamo pensando di regolarizzare la nostra convivenza col matrimonio. Abbiamo consultato i nostri figli i quali ritenendoci liberi di fare le nostre scelte, hanno tuttavia espresso alcune perplessità: 

– In caso di premorienza di mio marito avrei diritto alla quota di legittima del suo appartamento ove abita suo figlio.

– In caso di mia premorienza, mio marito avrebbe diritto di continuare a vivere nell’appartamento di cui avrebbe anche una quota di legittima. In questo modo mio figlio non potrebbe disporre dell’appartamento di cui non sarebbe nemmeno pieno proprietario.

Per tutelare le legittime aspettative dei nostri rispettivi figli stiamo pensando che forse sarebbe bene fare uno scritto da scambiarci tra di noi e dandone copia anche ai figli per loro opportuna conoscenza,  in cui diciamo che rinunciamo alla quota di legittima dei beni dell’uno e dell’altro: nel caso di premorienza di mio marito, io rinuncerei alla quota di legittima del suo appartamento e, nel caso di mia premorienza lui rinuncerebbe alla quota di legittima del mio appartamento, dove però continuerebbe a vivere fino a che vorrà o potrà. In questo modo mio figlio avrebbe sì la proprietà totale del mio appartamento, del quale però non potrà usufruire fino alla morte di mio marito, mentre il figlio di mio marito gode già sin d’ora dell’appartamento di suo padre.

Non so se mi sono spiegata. Insomma cosa potremmo fare per  realizzare il nostro desiderio di sposarci senza però ledere i diritti dei nostri figli o, peggio ancora, senza fare figli e figliastri?

I nostri figli hanno sempre creduto che alla morte del rispettivo genitore avrebbero avuto la piena disponibilità dell’immobile…

Se NON ci sposassimo il problema ci sarebbe comunque perché, se morissi prima io, mio marito continuerebbe logicamente a vivere nella casa coniugale (mio figlio non certo lo butterebbe via di casa!), e quindi mio figlio dovrebbe attendere… (che brutto pensiero!)

 Un’altra piccola domanda:

– in caso di matrimonio, senza scritti di sorta, quali sono gli eredi legittimi e in quale percentuale? Se per es. muoio prima io, miei eredi legittimi sono mio figlio e mio marito, e non anche il figlio di mio marito, giusto?  Ma a suo figlio alla morte del padre andrebbe tutto l’appartamento del padre, di cui peraltro già da tempo gode in toto, e la quota parte da lui avuta quale legittima dell’appartamento della defunta moglie! 

A mio figlio dunque, alla morte di mio marito, resterebbe solo l’appartamento della sua defunta madre decurtato della quota parte di legittima andata al marito, quota di legittima che passerà in toto a suo figlio…

Se muore prima mio marito, si avrà la situazione inversa, ma comunque differente: io avrò la quota di legittima dell’appartamento concesso a suo figlio che, alla mia morte, andrebbe a mio figlio. Ma siccome questo appartamento è già in uso gratuito del figlio di mio marito, sono sicura che nè io nè mio figlio avremmo mai il coraggio di reclamarne la quota di legittima! 

Insomma un ginepraio…

Grazie mille per i consigli che ci potrà dare e gradisca i più cordiali saluti. 

Come preciso spesso, e fino alla nausea, in questa sede io non fornisco consigli nè le mie parole devono essere intese come tali: sono solamente indicazioni di massima, per avere un consiglio tagliato sul vostro caso dovrete necessariamente acquistare una consulenza da un legale di fiducia che sviscererà con voi la vostra situazione.

Quanto alle tue domande, devo deluderti subito: un eventuale scritto, matrimonio o no, sarebbe nullo in quanto il nostro ordinamento vieta di patti successori (art. 458 cod. civ.), ossia tutti quegli accordi volti a disporre della successione.

Una possibile soluzione, che dovrà essere valutata concretamente, potrebbe essere quella di fare testamento olografo in cui si lascia al coniuge solamente la quota legittima mentre ai figli la quota legittima (il link ti riporta alla mia scheda pratica sulle successione dove sono indicate tutte le quote, con e senza testamento) oltre a quella disponibile. La quota legittima non è necessariamente una quota di immobile ma potrebbe essere individuata in beni mobili.

Naturalmente, il coniuge superstite potrà sempre rinunciare all’eredità dell’altro coniuge con il risultato che l’unico erede sarà il figlio. Ovviamente, questa soluzione si potrà attuare solamente al momento del decesso e non si può in alcun modo imporre.

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