Perchè nelle separazioni ci rimettono sempre i figli?

– Il presente articolo è già stato pubblicato in data 19.10.2011 e viene oggi ripubblicato. 

Tuttavia, da allora non ha subito modifiche e non si garantisce della sua attualità rispetto alle leggi attuali

Per avere maggiori informazioni sul tema trattato dal post e sulla sua attualità lasciate un commento qui sotto –

Sono separato da 6 anni, con 2 figli che attualmente risiedono presso la madre risposatasi e nuovamente madre da pochi giorni. In questi 6 anni ho inviato almeno una dozzina di bozze di accordo per regolamentare le frequentazioni ed il contributo economico. Sono state tutte rifiutate e non è mai giunta una controproposta ai miei accordi. Nel frattempo ai miei figli vengo descritto come un mostro, che li ha abbandonati quando erano piccoli. Inizialmente sono stato vincolato alla frequentazione obbligatoriamente tutti i week end e tutti i giorni in cui i piccoli non avevano scuola. Cosciente di ogni mio dovere e cosciente anche che non mi sarebbe stato concesso dalla madre di esercitare i miei diritti ho inutilmente aspettato che lei accettasse una qualsiasi bozza di accordo, ma nulla. Ogni qualvolta discutiamo dei bambini, dei loro problemi a scuola, io vengo additato come il male di cui soffrono. Ora la madre della mia ex compagna mi ha parlato di una serie di problemi che la figlia sta avendo, per questo motivo ho cominciato a dubitare delle sue ragioni andando a verificare che in 6 anni mi sono state raccontate menzogne circa la quotidianità dei bambini. Questa ragazza vive una condizione di asocialità, rifiuta qualsiasi tipo di impegno fisso e di lavoro a tempo indeterminato, ha più volte falsificato documenti che dovevano essere controfirmati da me, ha tentato di iscrivere i figli a scuola con il suo cognome e potrei raccontarne per lungo tempo di questi episodi, le volte che ho cercato di essere risoluto, il mio gesto veniva presentato come una minaccia. Ora vengo accusato di importunio e sembra chiara la sua volontà di denunciarmi per questo. Io voglio solo che i bambini siano sereni, e curati nel migliore dei modi, ma allo stato attuale, senza nessuna sentenza del tribunale, che strumenti ho per tutelare i miei figli? Non so più in che modo preparare una domanda al tribunale dei minori. Intanto questa situazione in cui in nome della serenità dei piccoli mi costringe a vivere solo, senza alcuna capacità di instaurare nuovi rapporti affettivi con una donna, colto ogni notte da crisi d’ansia. Io temo seriamente per la mia sanità mentale in questo contesto, mi sento distrutto, per ottenere qualcosa devo incrinare anche quel poco di serenità intorno a loro, che è una serenità sempre poco stabile, ma che comunque a tratti esiste. Io riconosco il piglio della madre con i piccoli, e non voglio che essi rinuncino a vederla, vivo a 50Km da loro ma sono disposto a trasferirmi per stare più vicino, in nome di un affido condiviso, purtroppo però sono stato più di una volta minacciato fisicamente dal suo attuale compagno. Non mi spaventano le minacce fisiche e sono disposto anche a trasferirmi in un ambiente a me ostile, tuttavia voglio capire se è normale sentirsi praticamente annullati, sto pensando seriamente al mio suicidio, perchè per ogni scelta che mi si pone davanti, sembra che la fine debba essere la peggiore per me. Ho 32 anni ed il più grande dei miei figli ne ha 10, da quando ne ho 25 vivo di lavoro e del loro rapporto, ogni volta che parlo con lei la minaccia che questo venga distrutto diventa effettiva, se litigo con lei, come minimo non li vedo per 15 giorni. Sto malissimo, vi prego ditemi di che cosa sto soffrendo. E’ un reato agire mediante i figli su di me in questo modo? 

Da come descrivi la situazione io credo che tu abbia la tua buona parte di responsabilità per quello che sta accadendo e non puoi sicuramente attribuire tutte le colpe alla tua ex moglie.

Tu dici che per 6 anni hai inviato bozze di accordo per la frequentazione dei tuoi figli ma che non sono mai giunte nè risposte nè controproposte poi aggiungi che i tuoi figli hanno una ‘serenità poco stabile’.

Sono d’accordo nel cercare preliminarmente un accordo, anzi sono sempre la prima a suggerire un dialogo, ma se in 6 anni non arriva ad un accordo allora è il caso di rivolgersi ad un Giudice affinchè tuteli non tanto te e il tuo diritto/dovere di essere padre, ma i tuoi figli.

A mio avviso avresti dovuto rivolgerti ad un Giudice molto tempo fa per far sì che i tuoi bambini venissero tutelati e, se ancora non l’hai fatto, è il caso che tu lo faccia quanto prima.

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