Assegno una tantum

– Il presente articolo è già stato pubblicato in data 21.11.2011 e viene oggi ripubblicato. 

Tuttavia, da allora non ha subito modifiche e non si garantisce della sua attualità rispetto alle leggi attuali

Per avere maggiori informazioni sul tema trattato dal post e sulla sua attualità lasciate un commento qui sotto –

Sono separato consensualmente dal 2004. Non abbiamo avuto figli e pago 500 euro di alimenti. Ho un impiego fisso e guadagno 2600 euro mensili netti. Ho una casa di proprietà con un mutuo da pagare di 500 euro. Mia moglie è artigiana e, credo, svolge diverse attività saltuarie e in nero, e quindi risulta disoccupata. Mi chiede per un divorzio consensuale 60.000 euro una tantum come assegno divorzile. Vi sembra equo? Come viene normalmente determinato (esite un algoritmo) l’assegno divorzile? In alternativa, se smetto di pagare gli alimenti, quale procedura deve seguire il suo avvocato, e quali sono i tempi e i costi per ottenere la distrazione del mio stipendio. Grazie (Giovanni, via posta elettronica)

Partiamo dalla fine: non ti aiuterò a violare la legge!

Se smetti di pagare il mantenimento non solo puoi vederti pignorato il tuo stipendio (con tempi variabili da Tribunale a Tribunale) ma rischi anche una denuncia ex art. 570 cod. pen. con tutto quel che ne consegue.

Cosa ne consegue? Apertura di un procedimento penale a tuo carico, identificazione di persona indagata, rinvio (eventuale) a giudizio, devi cercare un legale che ti difenda, eventuale costituzione di parte civile da tua moglie, risarcimento del danno, …

A questo, si può affiancare il giudizio civile di pignoramento: quindi precetto, atto di pignoramento, udienza, …

Per quanto riguarda l’assegno una tantum mi è impossibile dire se è equo o meno: in sostanza è una cpaitalizzazione dell’assegno di mantenimento.

Si presume che una persona riceva ancor la somma X per Y anni, quindi molto dipende anche dall’età della persona.

1 Commento

Archiviato in Art. 570 cod. pen., Assegno una tantum, Famiglia, Figli, Mantenimento, Separazione e divorzio

Una risposta a “Assegno una tantum

  1. Antinisca Sammarchi

    Il Giudice non è un “genitore che sgrida i figli” ma ha un ruolo istituzionale ben preciso: decidere sulle controversie che gli si presentano. Se avesse anche il compito di richiamare le persone la nostra giustizia sarebbe in un caos peggiore di quello che vive.

    Questo per dirti che no, il Giudice non richiamerà tuo marito.

    Quanto al suo comportamento, è tenuto a versarti la somma indicata dal Giudice (o decisa in sede di separazione consensuale) fintanto che un altro Giudice non modifica la precedente decisione.

    Le querele saranno gratis, ma non servono a nulla: non ti aiutano a portare a casa il mantenimento intero.

    L’unica cosa che puoi fare è, a mezzo legale, un decreto ingiuntivo per la parziale corresponsione del mantenimento e, nel caso in cui tuo marito non adempia, procedere con un pignoramento.

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