come si fa a capire cosa deve essere fatto in esecuzione di una sentenza?

– Il presente articolo è già stato pubblicato in data 30.11.2011 e viene oggi ripubblicato. 

Tuttavia, da allora non ha subito modifiche e non si garantisce della sua attualità rispetto alle leggi attuali

Per avere maggiori informazioni sul tema trattato dal post e sulla sua attualità lasciate un commento qui sotto –

Ho notato che il vostro blog si distingue da altri per serietà ma in ogni caso io diffido dalle offerte pubblicate su internet. Confido di non sbagliarmi e pertanto sottopongo alla Vostra attenzione un quesito riguarda una sentenza, ben sapendo che la materia è flessibile, interperetabile e che nessuno possiede la sfera di cristallo:
[…]
• conferma l’ordinanza del xx.xx.xxxx, elevando a 120 i giorni entro i quali i convenuti dovranno dare esecuzione ai lavori di consolidamento;
• condanna i convenuti, in caso di mancata esecuzione dei lavori di consolidamento entro 120 giorni, a pagare in solido all’attore la somma di € xxxxxxxxxxxx,xx, oltre interessi legali dalla pronuncia al saldo;
[…]
– “Dare esecuzione” significa aver completato le opere imposte o iniziare a svolgerle?
– Se al termine dei 120 giorni non è stato fatto nulla, può la parte soccombente addurre il ritardo a problemi di carattere burocratico (o altro) e richiedere (rispetto alla sentenza quindi) una proroga ai termini?

In realtà, in relazione all’espressione “dare esecuzione” credo che molto dipenda dal tipo di lavori che sono da effettuare.

Mi spiego meglio.

Se il lavoro è un lavoro semplice che può essere svolto in poco tempo, senza un grande dispendio di risorse (quindi senza necessità, ad esempio, di rivolgersi a un Geometra o un ingegnere), ritengo che possa affermarsi che l’espressione si riferisca alla conclusione dei lavori.

Viceversa, se i lavori da fare sono lunghi e complessi, qualora vi sia la necessità di richiedere diverse autorizzazioni, fare progetti, … ritengo possa essere sufficiente che questi siano cominciati nel termine indicato in sentenza in quanto, in effetti. il termine potrebbe essere insufficiente per portarli a termine.

Quanto alla seconda domanda, bisogna vedere se gli eventuali problemi burocratici sono reali o sono solo un pretesto per richiedere una proroga.

In diritto, è praticamente impossibile fornire risposte precise su dati astratti o su quello che eventualmente potrebbe succedere in futuro, ma è sempre necessario partire dal fatto concreto.

Lascia un commento

Archiviato in Danni, Debiti, Sentenze

Come posso fare per non lasciare la mia casa al coniuge?

Gent.le Av.to, vorrei gentilmente porle il seguente quesito: io mi sono sposato da circa un anno con una cittadina austriaca. La nostra situazione prima del matrimonio era la seguente: Io ero vedovo, con due figli ormai sposati e con una casa di mia proprietà (i figli ne hanno il possesso per 1/6 ciascuno come eredità della madre defunta). La mia attuale moglie era divorziata, con due figli maggiorenni e una casa di sua proprietà. Vorremo gentilmente sapere se è possibile e come agire affinchè alla scomparsa di uno di noi o di entrambi le due case rimangano rispettivamente e separatamente alle due coppie di figli, senza cioè che entrino in un asse ereditario (tra l’altro non ci sono altri eredi). Ringraziando anticipatamente, porgo cordiali saluti

Nel nostro ordinamento il coniuge ha sempre diritto alla quota legittima.

Potete fare un testamento (olografo) in cui manifestate la volontà di lasciare gli immobili ai rispettivi figli, però nulla vieta al coniuge superstite di impugnarlo al fine di ottenere la legittima.

Inoltre, ogni accordo (scritto) tra di voi al fine di accordarvi fin da ora sulla rinuncia non avrebbe alcun valore legale (divieto di patti successori, ex art. 458 cod. civ.).

Eventualmente, potreste fare un testamento in cui lasciate l’immobile ai figli (quota legittima + quota disponibile) e la quota legittima al coniuge quantificandola in beni mobili (ad esempio, denaro).

Per maggiori chiarimenti, vi invito a leggere la mia scheda pratica.

Lascia un commento

Archiviato in Famiglia, Figli, Immobili, Successioni

Mio padre non ha mai fatto nulla per noi

– Il presente articolo è già stato pubblicato in data 29.11.2011 e viene oggi ripubblicato. 

Tuttavia, da allora non ha subito modifiche e non si garantisce della sua attualità rispetto alle leggi attuali

Per avere maggiori informazioni sul tema trattato dal post e sulla sua attualità lasciate un commento qui sotto –

Sono una figlia di 19 anni. Mio padre è alcolista (anche se ovviamente non lo vuole ammettere); il matrimonio con mia madre sta andando a rotoli. Mia madre sta facendo partire tutte le procedure per il divorzio, e di questo credo che se ne occupi per bene l’avvocato che mia mamma ha ingaggiato. Nonostante quessto, però, mio padre non fa nulla e non contribuisce in nulla sull’andamento famigliare, tutto quello che fa è per lui; lo stipendio che lui percepisce se lo spende, tutte le cose che prenderebbe extra andando in giro a fare lavori (è un contadino che lavora in fabbrica) se li tiene per se. Ha anche detto espressamente e più volte che ci da tempo un mese, e vuole che noi (io, mia madre e mio fratello di 16 anni) andiamo via. Nel frattempo mia madre si è trovata un compagno (questa cosa è successa in seguito a 15 anni di tentativi di recuperare mio padre in tutti i modi, ma senza successo); a causa di ciò, mio padre non vuole dare nulla, nessun tipo di mantenimento ne a noi figli ne a mia madre, nessun tipo di risarcimento a mia madre, perchè lei ha lavorato vent’anni contribuendo e facendo proseguire tutto il menage famigliare e anche le cose che sarebbero spettate a mio padre come l’acquisto di attrezzi agricoli; bisogna dire che mio padre, in questi 20 anni di matrimonio, ha sempre guadagnato quel tanto che gli serviva per coprire a malapena le sue spese, e non quelle della famiglia. Ora, avendo chiarito un po’ la situazione, volevo chiedere se lo si può citare perchè non ha mai contribuito allo svolgimento della famiglia, o comunque, desidererei sapere, tutte le cose che si possono mettere in atto contro di lui; direi che è una beffa, dopo la fatica fatta in prima linea (l’ho fatta anche io, e molta) il fatto di andare via senza nulla, ed è una beffa ancora più grande immaginare che a lui non succeda nulla dopo che si disinteressa per anni di una famiglia, e poi fa l’offeso se mia madre ha trovato un compagno e forte di questo, non vuole fare o dare o pagare nulla. che cosa si può mettere in moto per fare un minimo di giustizia? che cosa posso mettere in moto anche io in quanto figlia? (Giovanna, via posta elettronica)

A mio avviso, tu devi solo aspettare che la separazione tra i tuoi genitori volga al termine o attendere, perlomeno, l’esito dell’udienza presidenziale, soprattutto perchè affermi di avere fiducia nell’avvocato che segue gli interessi di tua mamma.

Infatti, tua mamma sta già facendo ciò che deve per mettere tuo papà di fronte ai suoi doveri: quando il Giudice stabilirà l’entità del mantenimento per voi – e l’eventuale assegnazione della casa in vostro favore – lui non potrà fare altro che adempiere a quanto stabilito dal Giudice.

Infatti, se non lo facesse, tua mamma potrebbe fare una denuncia ex art. 570 cod. pen. e potrebbe pignorare lo stipendio di tuo padre.

Non ti resta, quindi, che aspettare che le cose inizino a sistemarsi.

Lascia un commento

Archiviato in Famiglia, Figli, Mantenimento, Separazione e divorzio

Devo pagare i miei debiti?

 buona sera mi chiamo michele,la mi domanda è questa:sono dipendente par tyme a tempo indeterminato stipendio € 900,00,sono legalmente separato e pago alimenti per €400.00  mensili,ho debiti diversi finanziarie equitalia ecc.possono pignorarmi lo stipendio? e se è si per correre ai ripari posso farmi pignorare lo stipendio dalla mia ex moglie!!!!!! nell’attesa di una vostra risposta distinti saluti.

Fammi capire, tu vorresti farti pignorare lo stipendio dalla tua ex moglie per non pagare i tuoi debiti?

Non è meglio che trovi una rateizzazione con i tuoi creditori? Anche perchè i debiti non scompaiono magicamente ma lì rimangono in attesa di essere pagati e nel frattempo ti ritrovi solo più spese ed interessi da pagare.

Quanto alle domande, non risponderò: non sono qui per aiutarvi a non pagare i vostri debiti.

Lascia un commento

Archiviato in Debiti, Famiglia, Separazione e divorzio

Estromettere una nipote dall’eredità

buongiorno avvocato, Le sottopongo un quesito che sembra abbia risposte plurime, per quanto è stata la mia ricerca sin d’ora. La situazione è questa; nonno, nonna viventi rispettivamente 77 e 75 anni. Unico figlio 50 anni divorziato con due figlie di anni 22 e 17, la prima avuta dalla prima relazione e la seconda da una attuale convivenza di lunga data 16 anni circa,  che sfociera il prossimo anno in matrimonio. Il quesito è questo: è volontà assoluta dei nonni entrambi e del figlio di lasciare il patrimonio immobiliare alla nipote minore non solo per ragioni affettive ma anche per l’assoluta volonta’ della nipote piu’ grande di non aver mai voluto frequentare nonni e padre fin dall’eta’ piu’ giovane. Le sarei grato mi suggerisse se esiste un diritto che dia la possibilita’ ai possessori di beni di poter scegliere, a loro avviso ,chi meglio usera’ il patrimonio lasciato in eredita’. La ringrazio molto e la saluto.

Ai sensi dell’art. 467 cod. civ. “La rappresentazione fa subentrare i discendenti [legittimi e naturali] nel luogo e nel grado del loro ascendente, in tutti i casi in cui questi non può o non vuole accettare l’eredità o il legato. // Si ha rappresentazione nella successione testamentaria quando il testatore non ha provveduto per il caso in cui l’istituito non possa o non voglia accettare l’eredità o il legato, e sempre che non si tratti di legato di usufrutto o di altro diritto di natura personale.

Ne consegue che fintanto che il padre è in vita le nipoti non hanno alcun diritto sull’eredità dei nonni, in quanto unico erede è il figlio della coppia.

Senz’altro, i nonni potranno lasciare la legittima al figlio e la quota disponibile a chi più loro aggrada.

Tuttavia, il figlio non potrà estromettere la figlia dalla sua eredità in quanto spetta sempre la legittima (salvo gravi casi espressamente previsti).

Per maggiori chiarimenti, ti invito a leggere la mia scheda pratica.

Lascia un commento

Archiviato in Famiglia, Figli, Successioni

Se mi autoriduco il mantenimento cosa succede?

– Il presente articolo è già stato pubblicato in data 29.11.2011 e viene oggi ripubblicato. 

Tuttavia, da allora non ha subito modifiche e non si garantisce della sua attualità rispetto alle leggi attuali

Per avere maggiori informazioni sul tema trattato dal post e sulla sua attualità lasciate un commento qui sotto –

Nel giugno 2007 mi sono separato consensulamente. Ho dovuto accettare le condizioni imposte dalla moglie per evitare che mettesse mano sulla casa ed in particolare ho accettato di pagare mille euro al mese di mantenimento per il figlio. Per lei non verso nulla ma è ovvio che i mille euro che ha chiesto sono anche per uso suo personale. Ritengo che sia una cifra importante e dopo quasi un anno vedo che di questi mille euro che verso non vengono spesi per il figlio poichè non gli prende quasi nulla ed io devo intervenire e prendergli ad esempio da vestire. Glielo ho fatto notare ma non è cambiato nulla. Cosa succede se invece di versare mille euro le versassi 700-800 euro/mese? Grazie per la risposta. (Tommaso, via posta elettronica)

Succede che tua moglie, sulla base del verbale di separazione omologato, può pignorare i tuoi beni per la somma non versata. Inoltre, sei passibile di denuncia-querela ex art. 570 cod. pen..

Se vuoi versare una somma minore, l’unica possibilità che hai è di fare ricorso in Tribunale e chiedere la modifica delle condizioni di separazione.

Ciononostante, è bene precisare che quando si chiede ad un Giudice la modifica delle condizioni di separazioni è necessario che nel frattempo siano intervenute modifiche sostanziali nell’economia dei coniugi: ad esempio uno dei due trova lavoro o lo perde.

Se le tue condizioni economiche e quelle di tua moglie sono sostanzialmente identiche a quando venne fatta la separazione, mancano le basi su cui fondare la domanda, infatti dire che ‘hai dovuto accettare delle condizioni per evitare che lei mettesse mano sulla casa’ non è un motivo valido per chiedere una riduzione del mantenimento. Al tempo della separazione hai fatto una scelta strategica di cui oggi ti sei pentito, ma di fatto non sono modificate le condizioni economiche di nessuno tra voi coniugi.

In ogni caso, se vuoi un preventivo gratuito per la gestione della tua posizione te lo posso fare.

Lascia un commento

Archiviato in Art. 570 cod. pen., Famiglia, Figli, Mantenimento, Separazione e divorzio

Hanno diritto alla legittima?

Buongiorno, ho 79 anni e la mia famiglia è composta da un fratello e da suo figlio. Nel caso io non faccia testamento, come verrebbero divisi i miei beni? Nel caso, invece, io lo faccia, ci sono quote di legittima spettanti a ciascuno dei miei due familiari? Cordiali saluti.

Come detto innumerevoli volte, i fratelli e i nipoti sono eredi legittimi ma non legittimari ciò significa che la legge non riserva loro alcuna quota legittima, ma ereditano solamente in caso di assenza di testamento.

Se non fai testamento, in assenza di altri eredi, andrà tutto a tuo fratello.

Se deciderai di fare testamento, potrai disporre liberamente del tuo intero patrimonio.

Per maggiori chiarimenti, ti invito a leggere la mia scheda pratica.

Lascia un commento

Archiviato in Famiglia, Successioni

Figli naturali

– Il presente articolo è già stato pubblicato in data 28.11.2011 e viene oggi ripubblicato. 

Tuttavia, da allora non ha subito modifiche e non si garantisce della sua attualità rispetto alle leggi attuali

Per avere maggiori informazioni sul tema trattato dal post e sulla sua attualità lasciate un commento qui sotto –

Circa tre anni fa ho riconosciuto la paternità di una bimba concepita con una “quasi” sconosciuta. Oggi questa donna mi chiede tramite un legale 500€ al mese più gli arretrati. Io non ho la possibità di soddisfare le sue richieste. Come posso fare? Abbiamo trovato un accordo provvisorio per 200€ al mese. Io però più di questo non posso darle. Come posso tutelarmi se lei avanza pretese che io non posso soddisfare? Inoltre io sono ormai prossimo alle nozze. Come posso tutelare il patrimonio della mia futura moglie? (Franco, via posta elettronica)

Il consiglio che diamo in questi casi è sempre lo stesso: rivolgersi al Tribunale dei Minorenni cosicchè emetta ogni più opportuno provvedimento in favore del minore.

Sarà il Giudice del Tribunale dei Minorenni a decidere l’ammontare del mantenimento sulla base delle prove da voi fornite.

Naturalmente, per fare questo, devi rivolgerti quanto prima ad un legale di tua fiducia.

Lascia un commento

Archiviato in Covivenza, Famiglia, Figli, Mantenimento, Separazione e divorzio

Ringraziamento

Vorrei ringraziare perennemente sloggata che ha passato la domenica pomeriggio a sistemarmi la pagina e l’informativa sui cookies: grazie davvero, senza il tuo aiuto sarei ancora in alto mare!!

Ed un sentito grazie anche a tutti i blogger che hanno studiato la normativa aiutando tutti noi: grazie.

1 commento

Archiviato in Senza Categoria

Figlia di primo e figlia di secondo letto

Buon giorno, ha giugno mi risposerò con il mio attuale compagno con cui ho una figlia, ma ho anche una figlia dal precedente matrimonio.Mia  sorella mi accusa di essere ingiusta perchè se mi dovesse accadere quacosa la mia seconda figlia erediterebbe il suo piu in futuro quello che andrebbe al padre mentre la prima figlia sarebbe svantaggiata e mi dice di andare da un avvocato per rimettere a posto le divisioni prima di sposarmi.Sono in forte difficoltà poichè non ritengo giusto delegittimizzare il mio futuro marito e lasciare 50 e 50 alle figlie anche perchè noi vivendo insieme dividiamo sempre tutte le spese e la casa dove abitiamo è di mia propietà ma lui non ne ha una.Cosa dovrei fare  secondo voi?anche perchè mia sorella mi dice che se io non faccio nulla lei lascerà tutto solo alla figlia piu grande con un testamento.Grazie

Già io in questa sede non fornisco consigli legali, figuriamoci se posso dare consigli che esulano dal legale.

Queste sono tue valutazioni personali che non posso certo fare io tanto meno in questa sede.

In ogni caso, posso dirti che se non lasci alcunchè al tuo futuro marito, lui potrà impugnare il testamento e richiedere la quota legittima.

Lascia un commento

Archiviato in Famiglia, Figli, Successioni